Natale

Buon Natale

Nollaig Shona          Merry Christmas         Joyeux Noël          feliz Natal          Frohe Weihnachten

С Рождеством      Bon Nadal               Glædelig jul                  ¡Feliz Navidad       God Jul

Feliĉan Kristnaskon           hyvää joulua               Gleðileg jól                       Καλά Χριστούγεννα

 

Natale per i genitori separati

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Un pensiero di Natale per i genitori separati.

Ci sono figli, che adottati, non smettono di cercare i loro veri genitori.

Ci sono figli che seppur abbiano genitori che conoscono perfettamente fingono d’ignorare la loro esistenza.

Buon Natale a tutti quei padri e quelle madri che anche quest’anno saranno ignorati dai loro figli.

A loro tutta la mia comprensione,

un caro affettuoso abbraccio.

Albero di Natale

Albero di Natale, un appuntamento classico in questi giorni.
In molte famiglie proprio oggi per la gioia dei più piccoli si è dato corso al rito della preparazione dell’albero di Natale, anche noi sebbene non si abbiano bimbi piccoli ci siamo messi d’impegno e abbiamo fatto il nostro.
L’albero alto due metri e dieci, è rigorosamente stato acquistato in Viridea, non poteva essere altrimenti.
Alcune decorazioni sono quelle del primo piccolo alberello che acquistammo dieci anni fa all’inizio della nostra storia, altre se ne sono aggiunte acquistate tra Viridea e Ikea.
Non mancano mai gli addobbi che, uno per anno, acquistiamo nelle bancarelle delle associazioni e sono davvero quelli più significativi.

Buon periodo dell’Avvento a tutti con qualche immagine del nostro albero di Natale

 

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I figli…..

A volte si crede che i figli siano grandi, beh anagraficamente lo sono di certo, poi arriva a Natale e cosa ti chiedono per regalo?

L’astronave della Lego.

Si!!!!!!!!!!!!!!!

 

Il regalo di Natale del mio bambino di 28 anni 🙂

 

Work in progress con assistente d’eccezione Vanilla

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Lavoro ultimato

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X BOX e dintorni, storia di un regalo e di un amore

Pas

Non Pas

Ri Pas

In attesa del Tra Pas qualcosa bisognava farla.

Non si poteva più aspettare che l’acqua passasse sotto i ponti e che su gli alberi nascessero le ciliegie. Che ritornassero le mezze stagioni.

Era ormai un anno che grazie alla cocciutaggine e ignoranza (significato della parola ignorante) di qualcuna, alla deficienza (significato della parola deficienza) di un collegio giudicante e alla frustrazione (significato della parola frustrazione) di un uomo che vedeva calpestato il diritto proprio e del figlio, dicevo era ormai da un anno che questo padre e un questo figlio si vedevano solo al mercoledì pomeriggio dalle 16.30 alle 21.00.

Ora se qualcun* è convint* che una personalità si costruisca in quattro ore e mezzo alla settimana si faccia avanti con nome, cognome e faccia.

Bisognava porre fine a tutto ciò.

Era il 2010 il figlio aveva all’epoca 12 anni era quasi Natale.

Come riportare quel figlio verso il suo genitore?

Occorreva una strategia che lo conducesse verso il desiderio  di condividere qualcosa con lui di speciale. Spesso sottolineava quanto gli mancasse il tempo che trascorreva col padre, a pescare, a giocare, anche solo a guardare insieme la televisione o andare in bicicletta insieme nei week end che ormai non c’erano più (questo lo narrerò un’altra volta).

Quindi era quasi Natale, il denaro scarseggiava come sempre tra affitto, bollette, assicurazione e bollo auto, cibo, mantenimento e 50% di spese extra.

Quell’anno chiesi ai miei figli di rinunciare al regalo di Natale (ormai vista la loro età si traduceva in una busta con del denaro per farci quello che volevano) per collaborare alla spesa per un regalo che sicuramente avrebbe contribuito ad operare un cambiamento positivo in quella brutta situazione. Come sempre quei Grandi Figli accettarono volentieri, anzi chiesero se anche loro avrebbero potuto dare qualcosa in aiuto.

Mi si stringe il cuore a ripensare a quei momenti.

Dissi loro che ce l’avremmo fatta li abbracciai e li baciai amandoli tantissimo e orgogliosamente, erano capaci di grandi gesti. Loro.

E così un pomeriggio andammo ad acquistare il regalo di Natale.

Quell’anno sotto l’albero c’era solo un pacchetto.

Il biglietto diceva “PER TUTTA LA FAMIGLIA

Aspettammo che arrivassero i miei figli per aprirlo e loro anticiparono il loro arrivo per non farlo aspettare troppo.

Fu così che lui aprì il pacco.

Cosa successe poi è facile immaginarlo, saltò al collo del padre abbracciandolo baciandolo e ringraziandolo e il padre disse “devi ringraziare anche Laura, A******* e V***** senza di loro non avremmo mai potuto comprarlo un regalo così”. Lui ci guardò e ci saltò al collo abbracciando forte tutti.

Subito mettemmo in campo il gioco e arrivammo all’ora di pranzo esausti e felici.

Da quel giorno qualcosa cambiò.

Lui iniziò a fare domande al padre il quale con molta fatica, per non ferirlo perché la verità era dura da digerire, ma con molta onestà gli spiegò come mai in quell’anno loro non avevano potuto vedersi con la cadenza a cui erano ormai abituati.

Lui disse “Papà non preoccuparti, ci parlo io con la mamma, io voglio vederti e se lavori un fine settimana si e uno no ci vediamo quando non lavori e quando sei a lavorare sto con la mamma. E’ facile no?”

Una domenica sera, non molto tempo dopo le vacanze di quel Natale, dopo che il padre aveva accompagnato il figlio ed era rientrato a casa suonò il cellulare.

Il nome? Quello associato al numero sul quale il padre chiamava il figlio.

Era  lui “Papà è tutto a posto ci ho parlato io con la mamma, allora quando è che posso venire? In quale fine settimana non lavori? Ti passo la mamma……”.

Tralascio il resto della telefonata dico solo che lei giocoforza si piegò al volere del figlio.

Da quel giorno, in barba ad una sentenza ignobile e schifosa scritta da esseri ciechi (o forse non avevano letto gli atti presentati), quel ragazzo ribaltò le decisioni del Tribunale e decise che avrebbe visto suo padre come decideva lui e nessun altro.

Anche se non è mio figlio posso asserire che anche lui è un Grande Figlio.

Ah non  vi ho detto cosa c’era nel pacco sotto l’albero 🙂

C’era una X BOX e la Kinect.

Ancora oggi a distanza di due anni è il nostro gioco preferito e organizziamo tornei tra genitori e figli dove gli uni gareggiano contro gli altri divertendoci tantissimo.

La mia famiglia è felice e questa è la maggior soddisfazione.

XBOX e dintorni, storia di un regalo e di un amore

xboxPas

Non Pas

Ri Pas

In attesa del Tra Pas qualcosa bisognava farla.

Non si poteva più aspettare che l’acqua passasse sotto i ponti e che su gli alberi nascessero le ciliegie. Che ritornassero le mezze stagioni.

Era ormai un anno che grazie alla cocciutaggine e ignoranza (significato della parola ignorante) di qualcuna, alla deficienza (significato della parola deficienza) di un collegio giudicante e alla frustrazione (significato della parola frustrazione) di un uomo che vedeva calpestato il diritto proprio e del figlio, dicevo era ormai da un anno che questo padre e un questo figlio si vedevano solo al mercoledì pomeriggio dalle 16.30 alle 21.00.

Ora se qualcun* è convint* che una personalità si costruisca in quattro ore e mezzo alla settimana si faccia avanti con nome, cognome e faccia.

Bisognava porre fine a tutto ciò.

Era il 2010 il figlio aveva all’epoca 12 anni era quasi Natale.

Come riportare quel figlio verso il suo genitore?

Occorreva una strategia che lo conducesse verso il desiderio  di condividere qualcosa con lui di speciale. Spesso sottolineava quanto gli mancasse il tempo che trascorreva col padre, a pescare, a giocare, anche solo a guardare insieme la televisione o andare in bicicletta insieme nei week end che ormai non c’erano più (questo lo narrerò un’altra volta).

Quindi era quasi Natale, il denaro scarseggiava come sempre tra affitto, bollette, assicurazione e bollo auto, cibo, mantenimento e 50% di spese extra.

Quell’anno chiesi ai miei figli di rinunciare al regalo di Natale (ormai vista la loro età si traduceva in una busta con del denaro per farci quello che volevano) per collaborare alla spesa per un regalo che sicuramente avrebbe contribuito ad operare un cambiamento positivo in quella brutta situazione. Come sempre quei Grandi Figli accettarono volentieri, anzi chiesero se anche loro avrebbero potuto dare qualcosa in aiuto.

Mi si stringe il cuore a ripensare a quei momenti.

Dissi loro che ce l’avremmo fatta li abbracciai e li baciai amandoli tantissimo e orgogliosamente, erano capaci di grandi gesti. Loro.

E così un pomeriggio andammo ad acquistare il regalo di Natale.

Quell’anno sotto l’albero c’era solo un pacchetto.

Il biglietto diceva “PER TUTTA LA FAMIGLIA

Aspettammo che arrivassero i miei figli per aprirlo e loro anticiparono il loro arrivo per non farlo aspettare troppo.

Fu così che lui aprì il pacco.

Cosa successe poi è facile immaginarlo, saltò al collo del padre abbracciandolo baciandolo e ringraziandolo e il padre disse “devi ringraziare anche Laura, A******* e V***** senza di loro non avremmo mai potuto comprarlo un regalo così”. Lui ci guardò e ci saltò al collo abbracciando forte tutti.

Subito mettemmo in campo il gioco e arrivammo all’ora di pranzo esausti e felici.

Da quel giorno qualcosa cambiò.

Lui iniziò a fare domande al padre il quale con molta fatica, per non ferirlo perché la verità era dura da digerire, ma con molta onestà gli spiegò come mai in quell’anno loro non avevano potuto vedersi con la cadenza a cui erano ormai abituati.

Lui disse “Papà non preoccuparti, ci parlo io con la mamma, io voglio vederti e se lavori un fine settimana si e uno no ci vediamo quando non lavori e quando sei a lavorare sto con la mamma. E’ facile no?”

Una domenica sera, non molto tempo dopo le vacanze di quel Natale, dopo che il padre aveva accompagnato il figlio ed era rientrato a casa suonò il cellulare.

Il nome? Quello associato al numero sul quale il padre chiamava il figlio.

Era  lui “Papà è tutto a posto ci ho parlato io con la mamma, allora quando è che posso venire? In quale fine settimana non lavori? Ti passo la mamma……”.

Tralascio il resto della telefonata dico solo che lei giocoforza si piegò al volere del figlio.

Da quel giorno, in barba ad una sentenza ignobile e schifosa scritta da esseri ciechi (o forse non avevano letto gli atti presentati), quel ragazzo ribaltò le decisioni del Tribunale e decise che avrebbe visto suo padre come decideva lui e nessun altro.

Anche se non è mio figlio posso asserire che anche lui è un Grande Figlio.

Ah non  vi ho detto cosa c’era nel pacco sotto l’albero 🙂

C’era una XBOX e la Kinect.

Ancora oggi a distanza di due anni è il nostro gioco preferito e organizziamo tornei tra genitori e figli dove gli uni gareggiano contro gli altri divertendoci tantissimo.

La mia famiglia è felice e questa è la maggior soddisfazione.