Associazioni

Scrivevo di associazioni quattro anni fa, infatti era il 4 ottobre 2011 quando scrissi questo post 

Il mondo delle Associazioni in difesa dei diritti dei minori nelle cause di separazione e divorzio, un mondo di persone che condividono lo stesso aberrante e drammatico problema, un mondo ricco di risorse interne che se unite darebbero origine ad una grande forza in grado di volgere al cambiamento.

Leggendo qua e la’ nei vari blog, profili e post di Facebook m’imbatto sempre in parole come “unire”, “unificare”, “aggregare” e altri sinonimi. Tutti mirabili intenti che purtroppo restano tali e che non hanno seguito nell’applicazione pratica dell’ideale. 

Conceptual symbol of multiracial human hands making a circle on white background with a copy space in the middle

Infatti navigando nel web le Associazioni che affrontano queste tematiche sono talmente numerose che ci si perde, dando anche una rapida lettura degli Statuti che reggono queste organizzazioni ci si rende conto che i concetti si ripetono e rindondano come una eco, nonostante questo e nonostante qualche tentativo d’unione in un unico movimento che vedono aderire questa e quella Associazione, il movimento resta ugualmente frammentato disperdendo cosi’ le energie necessarie al cambiamento.

Eppure sarebbe tanto semplice, decentrarsi da se stessi – mettere da parte le differenze – guardare verso le ugualianze, ma a volte le cose semplici sono le piu’ difficili da mettere in pratica.

Aggiornamento 09/03/2014

Sono passati tre anni da quando ho scritto questo post, forse sono maturati i tempi e riusciremo a concretizzare. Coming soon

Falsa speranza…

Oggi, settembre 2015, vedo ancora troppa divisione, troppo individualismo, troppo personalismo, forse troppo interesse. Il mondo delle associazioni…

Autunno tempo di zucca e colori

Autunno,  ieri è stato il primo giorno di questa stagione che ci offre in natura quanto di più spettacolare possiamo aspettarci in fatto di colori.

Il verde lascia il posto a tutte le tonalità del giallo, dell’ocra, dell’arancione e del rosso.

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Se si pensa all’autunno, come non pensare subito alla zucca e alle molteplici ricette nelle quali impiegarla.

Le zucche con il loro sapore che tende al dolce sono adatte sia alla preparazione di piatti dolci e salati, che a mostarde e marmellate.

Della zucca si mangia tutto anche i fiori buonissimi in pastella e poi fritti, e i semi ottimi da aggiungere alle insalate.

Si parte da un primo di zucchette ripiene di cous-cous, porcini e prosciutto

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per poi passare ad un secondo Pollo con salsa di zucca

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per terminare con un dolce di Frittelle di zucca

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Perché non pensare anche a degli addobbi per la tavola che richiamino questo menù a base di dolcissima zucca?

Allora ecco una carrellata di immagini come suggerimento.

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Storie di violenza …

Violenza …  storie.

Una stanza non molto grande.

Una sola donna presente, gli altri tutti uomini.

Le poche persone, sedute attorno alle pareti, ascoltano parlare qualcuno dietro ad un tavolo.

Racconta di un incontro in un bar con alcune persone, tra cui una donna che ha raccontato la sua storia e mettendosi a piangere.

La donna presente nella stanza commenta che solitamente gli uomini di fronte alle lacrime di una donna sono molto propensi a credere a quanto viene raccontato.violenza

Non riesce a finire di dire la frase che viene investita da una serie di parole urlate dall’interlocutore che vanno dall’accusa di voler dire che lui si era

dimostrato disponibile sessualmente verso la donna piangente, alle minacce con il dito indice verso di lei “Tu devi stare attenta, hai capito?”.

Lei all’inizio cerca di replicare tra le frasi ossesse dell’interlocutore cercando di spiegare che il suo discorso era rivolto in generale e non a lui direttamente.

Lui alza ancora di più il tono di voce.

Alla minaccia diretta lei chiede “mi stai minacciando, mi stai minacciando davanti a testimoni? Ti ricordo che non è la prima volta che ti rivolgi a me con toni aggressivi e con violenza, ho ancora i tuoi messaggi sul cellulare”

A quel punto lui dice ancora qualcosa e poi chiude l’argomento passando ad altro.

Come se niente fosse.

I presenti, tutti in silenzio con le teste basse assistono alla scena.

L’uomo alla sinistra della donna la guarda in volto.

Un altro si alza esce dalla stanza, rientra e chiude la porta.

Un altro si alza e cammina e poi si risiede.

Gli altri tacciono.

L’incontro termina.

L’interlocutore si alza e se ne va.

Ci si sta congedando. Uno dei presenti si avvicina tende la mano alla donna e la bacia sulle guance.

Un altro le tocca la spalla. In silenzio

Uno saluta e se ne va.

Uno dice “non ho capito niente, cosa è successo?”

Un altro afferma che non è la prima volta che l’interlocutore ha di questi atteggiamenti.

Lei lo sa bene.

La prima volta che è successo era in stazione Garibaldi, stavano parlando e lei aveva detto qualcosa che non gli era piaciuto. Lui con tono alterato alzando la voce le aveva gridato “vaffanculo” e se n’era andato. Conoscenti di lei erano intervenuti per chiederle se aveva bisogno di aiuto, avevano assistito alla scena, ma non c’era bisogno di aiuto, il problema non era suo ma della persona che se n’era andata.

La volta successiva erano stati messaggi SMS in piena notte dove con parole di estrema violenza le aveva intimato di cancellare un messaggio sul social Facebook, dove lei esprimeva la sua opinione in contrapposizione con la sua.

Il tono dei messaggi era violento, condito di parolacce.

Lei ovviamente non aveva risposto.

E poi quell’episodio, quella sera in quella riunione.

 

Certamente l’interlocutore cercherà di distorcere la verità cercando di indurre ricordi verosimili in quelli che erano presenti e forse racconterà la sua versione dei fatti, la manipolazione è un’arte.

 

fonte immagini – municipioroma.it immagine in evidenza – immagine nel testo foto Corbis

 

 

 

 

 

 

La Apple pie della nonna da intollerante

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La Apple pie della nonna.

E niente, scopri di essere intollerante al glutine e al lattosio, così la mia torta preferita quella che la mia mamma faceva sempre, la Apple pie, diventa impossibile da preparare.

Mi piaceva perché per via dello zucchero di canna e per la cannella aveva quel buon profumo speziato, il gusto poi….

Certo all’inizio è panico, ma poi ci s’ingegna e si cercano soluzioni e alternative…. Si cerca in internet si comincia a chiedere in giro agli amici e si ottengono le prime ricette, i primi risultati.

Poi la tua amica ti invita una sera e ti fa assaggiare la sua torta speciale, ed è subito amore…. ritrovi quel gusto che credevi perduto della “torta della nonna”, come la chiamavano i tuoi figli.

 

 

 

 

INGREDIENTI PER LA APPLE PIE (Per una tortiera dal diametro di 24-26 cm)

100 g  farina di riso sottilissima

100 g farina di grano saraceno

200 zucchero di canna

150 olio semi di girasole

acqua qb

4 mele (la qualità che preferite)

Scorza e succo di 2 limoni non trattati

1 bustina di lievito

Semi di ½ bacca di 1 vaniglia / 1 busta di vanillina

1 cucchiaino di cannella in polvere

PREPARAZIONE

Accendere il forno a 150°-160°.

Pesare e setacciare insieme le farine.

Unirle in una ciotola allo zucchero di canna e alla cannella in polvere.

Aggiungere il lievito, la scorza dei limoni e la vaniglia.

In un altro contenitore mescolare l’acqua, il succo di limone e l’olio di semi.

Emulsionare e versare nella ciotola con le farine e lo zucchero.

Tagliare 3 mele a dadini e unirle al composto.

Con una frusta mescolare per bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Ungere con l’olio la tortiera e infarinare con farina di riso.

Sbucciare e tagliare a spicchi una mela.

Versare il composto nella tortiera e appoggiarvi sopra gli spicchi mela.

Se gradita si può versare sopra una spolverata di zucchero di canna.

Ora la vostra torta di mele è pronta per essere infornata.

Trasferire in forno e cuocere circa 30 minuti, superati i quali fare la prova dello stecchino per vedere se è cotta.

I miei “bambini” hanno ritrovato la Apple pie della nonna e io ho potuto riassaporarne il gusto pur essendo intollerante 🙂