Al mio compagno, con amore

Lacrime copiose rigano le guance.
Si piange il dolore di quello che non potrà essere
Si piange il dolore per ciò che non sarà più
Si piange e nel frattempo si vive il presente

Al di là del Buco

Oramai mi sembra una condizione naturale, la nausea, la testa che gira, il sudore freddo, il volto del mio compagno che si preoccupa per me ed è lì per rendermi la vita un po’ più semplice. Non riesco ad abbassarmi per prendere qualcosa lì per terra e il mondo comincia a girarmi attorno. L’unica cosa che resta intatta, non influenzata dal mio stato di salute è la mia testa, i miei pensieri, ché mai sono stati tanto lucidi quanto adesso. Il senso di finitezza, l’aver quasi toccato la conclusione di una vita piena di sorprese e di scelte non condivise dalla maggior parte della gente, la consapevolezza che prima o poi tutti avremo nostalgia di quel che mai siamo riusciti a realizzare, perché la vita è corta, non ci consente di fare tutto quello che vogliamo, e di questo ci rendiamo conto quando la scala dei valori sostituisce l’una all’altra priorità.

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2 thoughts on “Al mio compagno, con amore

  1. Paolo 17/02/2015 / 01:03

    non si tratta di smentire stereotipi o meno (io non saprei come mettere un rossetto a qualcuno non significa che per la mia ragazza non ci proverei). Quelli descritti sono gesti d’amore che tutti/e o quasi fanno per la persona che amano

    • Laura 17/02/2015 / 09:11

      non comprendo il senso del tuo post

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