Mamma

mamma

Mamma

Mamma sono qui seduto sulla tua seggiola con le rotelle che ultimamente eri costretta ad usare e mi tornano alla mente alcune immagini della nostra vita.

Fin dall’inizio non era partita benissimo in quanto dai tuoi racconti mi hai sempre detto che la mia nascita è stata tormentata, per tutti e due per via di un parto alquanto difficile.

Ma ce l’abbiamo fatta, insieme e insieme siamo arrivati fin qui oggi. Tu nonostante tutto sei arrivata alla soglia dei novanta anni.

Mamma mi ricordo quando a tre anni mi hanno operato alle tonsille. Quando tutto era finito e dovevamo tornare a casa tu cercavi di farmi capire che non potevamo restare sempre in clinica e io invece ci volevo rimanere. Che fatica hai fatto ma che ci vuoi fare, mi davano tutti i giorni budino e gelato… e chi mi spostava più di lì.

Mamma mi ricordo il primo giorno di scuola, quando mi hai accompagnato, portato in classe dicendomi “quello è il tuo banco fai il bravo vengo a prenderti più tardi”

Mamma ricordo le corse per tutta la casa quando cercavi di sculacciarmi e io ridevo come un matto perché non riuscivi a prendermi.

Mamma mi ricordo che allora volavano le ciabatte e anche lì non mi prendevi (mamme di altri tempi, che spettacolo!)

Mamma mi ricordo quando, io giocatore, mi preparavi la borsa del calcio con tutti gli indumenti lavati, stirati e le scarpe lucidate.

Mamma mi ricordo i tuoi pianti quando sono partito per la leva militare. Sembrava stessi andando al fronte.

Mamma ho tantissimi altri bei ricordi di te di una vita passata insieme.

Si ora ho solo ricordi, mamma riposa in pace.

Tuo Figlio

Villa Borromeo d’Adda ad Arcore

La Villa Borromeo d’Adda è un complesso di edifici circondato da un parco, risalenti al XVIIXVIII secolo, situato ad Arcore, aperto al pubblico e ospitante parzialmente (nella foresteria e nelle varie costruzioni all’entrata del parco) la sede del Comune.

Oggi versa in uno stato di degrado e alcuni di noi residenti abbiamo firmato tramite il sito del FAI “VOTA IL TUO LUOGO DEL CUORE” e fare in modo che vengano stanziati fondi per il suo recupero.

Puoi farlo anche tu firmando tramite il link che si apre cliccando sull’immagine della villa.

Villa Borromeo D'Adda

La Villa, fondata dalla famiglia milanese D’Adda, dopo le trasformazioni compiute nel corso del XIX secolo da Giovanni D’Adda ed Emanuele D’Adda, passò ai Borromeo. Si tratta, in realtà, di un complesso formato da due ville, una risalente a metà seicento e l’altra (la Montagnola) fondata dall’Abate Ferdinando D’Adda tra il 1750 e il 1760. Esiste poi un edificio anch’esso pregevole, le scuderie, costruite a fine Ottocento e recentemente restaurate dal Comune di Arcore, che è proprietario di tutto il complesso dal 1980.

Il parco, riprogettato dal Balzaretto a meta’ ottocento (oggi comunale ed aperto al pubblico ogni giorno dell’anno) contiene numerose essenze esogene ed ha una estensione di circa 30 ettari su terreno ondulato. Il complesso ha una notevole attrattiva ed accoglienza al visitatore. Lo stile dell’edificio principale (da restaurare e che viene aperto al pubblico in Ville Aperte della Brianza in settembre) è eclettico con richiami a diverse ville più importanti. Un ruolo importante nell’estetica lo giocano le strutture in ferro battuto.

L’edificio più antico comprende la Cappella Vela, pregevole ambiente con sculture di Vincenzo Vela, costruita per custodire le spoglie di Maria dei marchesi Isimbardi (nata nel 1827), figlia di Don Pietro Isimbardi (17991878) e giovane sposa di Giovanni  D’Adda, Marchese di Pandino; scomparsa improvvisamente durante le festività natalizie del 1849 nella residenza degli Isimbardi in Muggiò. Ad oggi la Cappella Vela è mensilmente visitabile.

Durante il XX secolo  il complesso è stato in parte restaurato e adibito a sede del comune di Arcore.

Dal 2010, grazie alla proposta portata da Antonio Mansueto dell’Associazione Villadarcore a fine 2009, le scuderie sono sede distaccata del corso accademico di restauro dell’Accademia di Brera di Milano.

Nel 2011, infine, si è tenuta, in occasione del centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, una battaglia storica tra l’esercito austriaco e quello sabaudo, con dispiego di divise, armi e vessilli attinenti al periodo risorgimentale. (fonte Wikipedia)

 

 

Sono una Donna, sono una Persona

Donna

Oggi è il compleanno di mia figlia, ventisette anni fa nasceva la mia bambina.

Oggi è una Donna.

Le voglio regalare questo pensiero augurandole di sentirsi sempre adeguata dovunque sarà e qualunque cosa sceglierà di essere.

Sono una Donna e mi piace stirare le lenzuola con gli angoli, mi piace essere moglie, mi piace essere madre.

Mi piace essere una Donna che lavora, una Donna impegnata nel sociale, una Donna impegnata sul piano politico.

Quello che non mi piace é che ci siano altre donne e uomini che si arrogano il diritto di dirmi di essere giusta o sbagliata per come sono, per come vivo.

Sono una persona.

Buon compleanno Valeria, grande Donna.

Piazza Duomo dovrebbe chiamarsi stalking

Era il 2013 da Gennaio a Marzo incessanti telefonate al mio cellulare. Dovrebbe chiamarsi stalking. Dovrebbe.

Stalking Questa fotografia che vedete è l’immagine di uno dei telefoni pubblici posti nel mezzanino alla fermata metropolitana di Piazza Duomo a Milano.

Quello che vedete scritto sopra intenzionalmente cancellato di alcune cifre, è il mio numero di cellulare. Stessa sorte è toccata alla mia amica Adriana. Se non fosse tragico sarebbe stato buffo. Erano scritti alternativamente sui telefoni del lato destro dell’edicola e sul lato Marelli.

Questi sono gli stessi telefoni da cui il nove febbraio dello scorso anno, nel pomeriggio, ho ricevuto tre telefonate della durata dai quattro ai diciotto secondi dove il chiamante non ha parlato. Un’altra telefonata della durata di quaranta secondi la ricevevo più tardi dal telefono posto al mezzanino, vicino ai tornelli, di Piazzale Lotto.

Adriana al tempo stesso con pochissimo di differenza riceveva le stesse telefonate.

C’è in giro qualcun* che credendosi spiritos* si diverte a compiere simili azioni.

Con buona probabilità è la stessa persona o comunque qualcuno vicino, che si diverte a dare il mio numero di cellulare e quello di Adriana nelle chat erotiche, di preferenza 77chat.com, facendo in modo che io e lei riceviamo telefonate per buona parte della notte, da uomini che ci chiedono prestazioni telefoniche. 🙂

E’ dal ventidue gennaio 2013 che questa storia va avanti e le telefonate sono state davvero tante. Mi hanno messo addosso tanta paura e tanta ansia anche perchè io in piazza Duomo ci lavoro

Stalking, storie di branco

Programmavo qui ,nell’altro mio blog, per il 31 gennaio 2014 un post nel quale parlavo di quanto mi stava accadendo.

Proprio quello stesso giorno ricevevo due telefonate e due messaggi intimidatori riferiti a mio marito e a mia figlia.

Una storia senza fine

Stalking retard.

Sembra il nome di un farmaco invece sono effetti collaterali: ginocchio gonfio, dolore, disagio lavorativo.

Ad agosto sono stata vittima di un incidente causato dalla mia disattenzione ingenerata dall’ansia e dalla paura per lo stalking che sto subendo dal 2012.

Da quando ho paura?

Da quando ho iniziato a ricevere telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, da quando il mio numero di telefono è stato scritto sui telefoni pubblici e inserito nelle hot chat line.

Da quando è stata fatta pressione, verosimilmente, presso figure istituzionali della Pubblica Amministrazione presso la quale lavoro, per bloccare una serie di convegni sulla bigenitorialità,  promossi dalle associazioni che rappresento dopo il primo incontro tenutosi ad aprile dello scorso anno. Lo asserisco in quanto c’è chi si vanta di aver compiuto simili azioni come si può leggere qui in questo screenshot di una conversazione nella quale parlavo della mia attività.

 

stalking

Da quando sono stata minacciata come si vede in questo altro screenshot

simonafavanumerocivicopost

 

Tutto questo diventa insopportabile. Ovvio che hai paura. Ovvio che cammini per strada guadandoti attorno.

L* stalker è subdol*, ti insegue e non è necessario che lo faccia fisicamente, per toglierti la tranquillità. Per spingerti ad agire come vuole l*i. Per bloccare le tue iniziative e isolarti.

Si è portati, grazie anche alla spinta dei media, a considerare lo stalking come persecuzione verso un oggetto d’amore. Non è così. La persecuzione ha mille facce e lo stalking viene usato anche per altri fini come nel mio caso. Ingenerare paura.

A me è molto costato arriverò ad ottenere giustizia?

Perchè scrivo tutto questo? Perchè adesso basta, è ora di uscire dal silenzio e dal terrore.