Divorzificio all’italiana

“Fermare la fabbrica del DIVORZIFICIO”, ho sempre odiato questa espressione eppure devo dire che dopo anni in questo ambiente frequentando persone che si separano, ascoltandole mi rendo conto che è quanto mai attuale.

Cosa bisogna fare per riuscire ad arginare il bagno di sangue che opprime le famiglie già provate dalla fine del loro matrimonio? E’ proprio in questa fase che le persone si trovano indebolite psicologicamente e quindi facili prede.

Un consiglio che mi sento di dare dopo aver visto e sentito tante storie di uomini e di donne è quello di essere onesti, sembrerà un consiglio idiota eppure restando fedeli all’onestà e alla correttezza si possono portare a casa risultati sorprendenti, particolarmente per i figli.

Sono diversi anni che per separarsi non è necessario rivolgersi ad un legale. L’atto di separazione, se ne trovano in internet diversi modelli che però vanno opportunamente soppesati, è un format abbastanza semplice. La famiglia che si sta separando conosce le proprie finanze, i propri tempi lavorativi, la disponibilità extralavorativa. Far entrare terzi in decisioni così importanti come quelle che si stanno andando a configurare è quanto di più deleterio possa esserci. Il rischio di esacerbare le situazioni è altissimo e la scintilla che fa scattare il conflitto viene alimentata indubbiamente.

Io stessa ricordo che quando presi informazioni e descrissi al legale quello che avevo intenzione di proporre a quello che allora era mio marito, la vidi sgranare gli occhi e mi sentii chiedere se ero sicura di quello che stavo facendo. Se non fossi stata così decisa e ferma oggi il mio ex marito sarebbe ad ingrossare le fila di quelli che sono senza casa con lo stipendio dimezzato e mi odierebbe.

Non mi ama di certo, ma almeno il padre dei miei figli non mi odia. Il nostro è un rapporto civile. E questo ha permeso ai nostri figli di completare il loro percorso di crescita arricchendosi e non deprivandosi.

Mi sono opposta fermamente all’intrusione da parte di un avvocato in quella che era una questione di famiglia.

Ritengo che LE FAMIGLIE debbano stare FUORI DAI TRIBUNALI.

Solo casi estremi.

“Le coppie che risiedono nel Mezzogiorno ricorrono al rito giudiziale più frequentemente di quelle residenti nel Centro-nord (19,9% contro 13,2% per le separazioni e 45,5% contro 26,1% per i divorzi). Il tipo di procedimento è condizionato da vari fattori, tra cui molto rilevanti sono la durata della causa e i costi da sostenere. La procedura che porta alla separazione consensuale o al divorzio congiunto è più semplice, meno costosa e si conclude in minore tempo. Un procedimentoconsensuale di separazione si esaurisce mediamente in 156 giorni e uno di divorzio in 160, mentre se il procedimento si chiude con il rito contenzioso occorrono, in media, rispettivamente 873 e 632 giorni.” (Fonte ISTAT 27 maggio 2013)

Concludo questo breve post con una domanda che lascio volutamente senza risposta lasciando a che lo legge la possibilità di avere la propria opinione.

Nella fabbrica del DIVORZIFICIO chi sono coloro i quali hanno maggior palese interesse ad ingenerare conflitti che porteranno le situazioni a degenerare e proprarsi per lunghissimo tempo?

Divorzificio1

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