Confessioni di una manigolda

Mi piace sedermi chiudere gli occhi ed immaginare storie e situazioni strane, magari tratte dai racconti di passanti, rubati sul tram o da brani di conversazione al tavolo accanto.

Mi dico sempre che sono bravissima a farmi i fatti degli altri……..

Eccone alcuni……..

Chissà se leggendoli qualcuno vi si riconoscerà….. chissà……

Lo sguardo perso oltre la balaustra della terrazza ripensa a ieri a quello che è stato. Lascia che gli occhi vaghino nell’immenso giardino, vede cespugli fioriti, farfalle che svolazzano da un fiore all’altro instancabili.

Là in fondo il mare.

La vista del mare le ricorda lui, irrequieto incapace di fermarsi, una grande tristezza s’impadronisce del suo animo e una lacrima fa capolino. Svelta con la mano asciuga quella traccia della sua debolezza, ma la sensazione di vuoto non la lascia.

Aveva atteso mesi che la chiamasse, che si facesse sentire, che le facesse un cenno. Che cosa lo aveva spinto verso di lei quel lontano novembre? Perché  l’aveva cercata continuamente nei mesi successivi. Conosceva perfettamente le risposte alle sue domande.

Per mesi lui era passato da lei per salutarla, per scambiare due parole, solo per vederla. La guardava e nei suoi occhi leggeva tutto il desiderio che provava, era lo stesso desiderio che sentiva anche lei. Chiuse gli occhi immaginò che lui fosse lì, bastò questo a farla sentire confusa e senza fiato, con la gola secca e una gran voglia di abbracciarlo e baciarlo. Ricordò i suoi occhi, rievocò immagini dei loro incontri e percepì il tocco delle sue mani che le prendevano la mano, che la tiravano verso di sé, che le accarezzavano il corpo e che poi incuranti la abbandonavano.

Questa volta non asciugò le lacrime che iniziarono a scendere lungo le guance fermandosi sul suo bell’abito. Lo aveva indossato per lui. Per ricordarsi di lui. Ricordò di quando lei gli chiese di vedersi per un pranzo veloce e di come lui rifiutò, ripensò a come si era sentita. Le tornò alla mente la delusione che provò quando scoprì che………

Sentì il dolore che l’aveva spezzata, che aveva spezzato l’incanto di quel sogno. Non ci voleva più pensare, non voleva più pensarlo. Si era sentita ferita e svuotata e lì aveva deciso di allontanarlo da sé affinché lui non le facesse più del male. Si era allontanata da tutto ciò che lui rappresentava, aveva cancellato ogni contatto.

Sapeva di mentire anche a se stessa, lo voleva, sperava che lui trovasse un modo per raggiungerla lì dove si era rifugiata, su quella terrazza sul giardino da dove lontano si vedeva il mare.

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